T. S. Eliot,”Ritratto di Signora”–”Portrait of a Lady”

 

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La notte d’ottobre discende; tornando come prima se

si esclude
Quasi un leggero senso di malessere
Salgo le scale e giro la maniglia, ed ho la sensazione
D’esser salito strisciando sulle mani
E sui ginocchi. « E così parti per l’estero; e quando
Pensi di ritornare? Ma è una domanda inutile.
Difficilmente saprai quando ritorni,
Troverai molte cose da imparare. »
Il mio sorriso cade pesantemente in mezzo al bric-à-brac.
« Forse mi potrai scrivere. »
La mia padronanza di me s’accende per un attimo;
Questo me l’aspettavo per davvero.
« Ultimamente me lo chiedevo spesso
(Ma i nostri inizi non sanno mai quale sarà la fine!)
Perché non siamo diventati amici. »
Mi sento come uno che sorrida, e volgendosi noti
all’improvviso
La sua espressione riflessa in uno specchio.
La mia padronanza si spegne; noi siamo veramente al

buio.

« Perché tutti l’avevano detto, tutti i nostri amici,
Erano tutti sicuri che i nostri sentimenti s’ accordassero
Così intimamente! Anche per me è difficile capire.
Ora dobbiamo lasciarle al destino queste cose.
In tutti i casi, mi scriverai.
Forse non è troppo tardi.
Resterò qui a sedere, servendo il tè agli amici. »

E devo approfittare d’ogni forma mutevole se voglio
Trovare l’espressione… ballare, ballare
Come un orso ballerino,
Strillare come un pappagallo, schiamazzare come una
scimmia.
Andiamo a prendere aria, in un’estasi di tabacco –
Bene! E cosa accadrebbe se un pomeriggio morisse,
Un pomeriggio grigio e fumoso, una sera gialla e rosa;
Se lei morisse e mi lasciasse qui seduto con la penna
in mano
Con il fumo che scende giù dai tetti;
Pieno di dubbio, per un certo tempo
Senza sapere cosa provo o se comprendo
Né se sia saggio o pazzo, in ritardo o in anticipo…
Non avrebbe la meglio, dopo tutto?
Questa musica trova il tono giusto con un « morendo »
Ora che noi parliamo di morire –
E avrei il diritto di sorridere?
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The October night comes down; returning as before

Except for a slight sensation of being ill at ease
I mount the stairs and turn the handle of the door
And feel as if I had mounted on my hands and knees.
„And so you are going abroad; and when do you
return?
But that’s a useless question.
You hardly know when you are coming back,
You will find so much to learn.”
My smile falls heavily among the bric-à-brac.
 „Perhaps you can write to me.”
My self-possession flares up for a second;
This is as I had reckoned.
„I have been wondering frequently of late
(But our beginnings never know our ends!)
Why we have not developed into friends.”
I feel like one who smiles, and turning shall remark
Suddenly, his expression in a glass.
My self-possession gutters; we are really in the dark.
„For everybody said so, all our friends,
They all were sure our feelings would relate
So closely! I myself can hardly understand.
We must leave it now to fate.
You will write, at any rate.
Perhaps it is not too late.
I shall sit here, serving tea to friends.”
And I must borrow every changing shape
To find expression…dance, dance
Like a dancing bear, Cry like a parrot, chatter like an ape.
Let us take the air, in a tobacco trance-
Well! and what if she should die some afternoon,
Afternoon grey and smoky, evening yellow and rose;
Should die and leave me sitting pen in hand
With the smoke coming down above the housetops;
Doubtful, for a while
Not knowing what to feel or if I understand
Or whether wise or foolish, tardy or too soon…
Would she not have the advantage, after all?
This music is successful with a „dying fall”
Now that we talk of dying-
And should I have the right to smile?